27 Mag Tra Italia e Francia cercando risposte
Per anni, i media italiani e gli esperti di logistica si sono concentrati sul Passo del Brennero, mentre i lavori al ponte di Lueg erano considerati il principale “collo di bottiglia” per le esportazioni italiane dirette verso Germania e Polonia. Tuttavia, i nuovi dati di mercato evidenziano un cambiamento inatteso: mentre le direttrici settentrionali hanno mostrato una buona tenuta, è sull’asse occidentale verso la Francia che sta emergendo, in modo silenzioso, una criticità strutturale.
L’indicatore: perché i “load rejections” sono rilevanti
Al centro di questa analisi ci sono i contracted load rejections – offerte di trasporto contrattualizzate che il vettore rifiuta – un KPI fondamentale che riflette la reale disponibilità di capacità di trasporto, indicatore di tensione tra domanda e capacità. Un aumento dei rifiuti di carico segnala una contrazione della capacità oppure la minore attrattività di una determinata direttrice.
Per l’esportatore italiano questo si traduce in un incremento dei costi, ritardi nelle consegne e inefficienze operative. Monitorare questo indicatore consente agli operatori di anticipare i cambiamenti del mercato e adattare le proprie strategie logistiche.
La grande divergenza: Brennero VS asse occidentale
Nel 2024 e nel 2025, report e notizie hanno evidenziato i potenziali impatti dei lavori al ponte di Lueg sul Passo del Brennero. Questo ha portato ad analizzare se fosse già visibile uno spostamento nell’offerta di capacità per l’export del Nord Italia verso i principali Paesi europei.
In teoria, le interruzioni attese avrebbero dovuto tradursi in un aumento della mancata accettazione dei carichi verso le destinazioni più dipendenti da questa fondamentale arteria transalpina. Mentre ci si preparava a osservare gli effetti sui flussi diretti verso Germania e Polonia, i dati hanno invece restituito uno scenario inatteso:
- Resilienza del Nord: la mancata accettazione dei carichi verso Germania e Polonia hanno registrato solo un aumento moderato
- Impennata ad Ovest: si è osservato un forte incremento di rifiuti per i trasporti diretti in Francia (secondo partner commerciale dell’Italia)
Nel 2020 e nel 2024, la mancata accettazione dei carichi verso tutte e tre le destinazioni seguiva un andamento simile, con una volatilità in linea con le attese. Nel 2025, invece, è emerso un disaccoppiamento strutturale della Francia rispetto agli altri Paesi, che si è mantenuto nel tempo. Per esigenze di rappresentazione grafica, Germania e Polonia sono state aggregate in un’unica linea, ma entrambe mostrano dinamiche analoghe e una volatilità tipica.
Interpretare il cambiamento: cosa sta succedendo?
La domanda più interessante – e al tempo stesso più complessa – è la seguente: com’è possibile che il collo di bottiglia più temuto (il Passo del Brennero) abbia mantenuto una buona tenuta operativa, mentre la direttrice francese ha mostrato segnali di cedimento? Quali fattori possono aver determinato un comportamento di mercato così inatteso?
Non esiste una risposta univoca in grado di spiegare tutte queste dinamiche, si tratta piuttosto di una combinazione di elementi che hanno influenzato i livelli attuali dei rifiuti di carico:
- Riduzione della domanda di trasporto verso Germania e Polonia, a fronte di una crescita dei flussi verso la Francia
- Maggiore efficienza operativa, che ha reso il traffico lungo il Brennero più fluido rispetto alle aspettative
- Elevata disponibilità di soluzioni intermodali verso Germania e Polonia, che ha attenuato l’impatto sulla capacità stradale
- Ridimensionamento della presenza della flotta internazionale sul mercato italiano, in particolare sulla direttrice verso la Francia, oppure crescita insufficiente rispetto alla domanda
La vulnerabilità delle flotte straniere
I dati di Eurostat confermano queste dinamiche strutturali. Tra il 2023 e il 2024, i volumi espressi in tonnellate-chilometro verso la Francia sono cresciuti del 9,7%, evidenziando un aumento della domanda. Inoltre, se si ipotizza un’ulteriore accelerazione nel 2025, è evidente che la domanda esiste ed è, come detto, in aumento.
Al tempo stesso, i dati evidenziano una vulnerabilità strategica: i mezzi internazionali, in particolare quelli provenienti dall’Europa dell’Est, rappresentano il 49,3% dei trasporti su questa direttrice, mentre i vettori italiani e francesi, insieme, si fermano al 43%.
Questo evidenzia una dipendenza strutturale da capacità internazionale, oggi sempre più incline a riallocarsi verso direttrici a maggiore rendimento rispetto all’asse Italia-Francia.
Christian Dolderer, Lead Research Analyst, Trimble
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Maggio 2026 de Il Giornale della Logistica
L’articolo Tra Italia e Francia cercando risposte sembra essere il primo su Il Giornale delle Logistica.
Sorgente notizia: https://www.ilgiornaledellalogistica.it/ Vai al post originale