Robot industriali, domanda in Italia ai livelli del 2016

Robot industriali, domanda in Italia ai livelli del 2016

Il 2024 ha segnato un crollo per il mercato dei robot industriali in Italia, con una riduzione del 34,8%. Questo drastico decremento si riflette negativamente sull’industria manifatturiera nazionale, riportando i livelli di domanda ai volumi del 2016: la produzione complessiva di macchine utensili ha subito una contrazione dell’11%, raggiungendo un valore di 6,7 miliardi di euro. Tuttavia, un dato positivo emerge dall’export, che è cresciuto del 6,3%, rappresentando una valvola di sfogo cruciale per contrastare la domanda interna debole.

Le cause del calo

Le cause di questo calo sono ovviamente molteplici e complesse. Una delle principali ragioni è rappresentata dalle difficoltà legate alla Transizione 5.0, un programma nato sotto ai migliori auspici per rinnovare e mettere al passo con i tempi l’industria manifatturiera italiana, ma la cui discesa nella realtà non è altrettanto lineare. 

All’atto pratico, sono proprio le complessità e i ritardi nell’attuazione delle misure di questa transizione ad aver limitato l’accesso delle imprese ai benefici fiscali, con solo il 3% dei crediti di imposta prenotati su un totale di 6,24 miliardi di euro disponibili. Inoltre, l’incertezza economica globale e le sfide specifiche del settore automotive, ancora il principale mercato di sbocco per i robot industriali, hanno ulteriormente aggravato la situazione.

Robot in Italia, le prospettive per il 2025

Guardando al futuro, le previsioni per il 2025 indicano comunque un moderato rimbalzo del mercato, con una crescita prevista del 2,9%. Questo incremento, sebbene positivo, non sarà sufficiente a compensare il terreno perso nel corso del 2024: le aziende italiane sono in attesa di misure correttive e semplificazioni normative che possano facilitare l’accesso ai benefici della Transizione 5.0 e stimolare una ripresa più robusta della domanda interna.

In particolare, l’industria italiana ripone grandi speranze nella prossima Legge di Bilancio, che dovrebbe includere una serie di aggiustamenti normativi per rendere più accessibile e vantaggioso il programma di Transizione 5.0. Tra le proposte più apprezzate dalle imprese, vi è la sostituzione dell’obbligo di certificazione del risparmio energetico con la possibilità di legare l’acquisto di nuovi macchinari alla sostituzione di quelli obsoleti. Inoltre, si prevede un innalzamento delle aliquote, la possibilità di cumulare gli incentivi con altre misure finanziate con risorse non nazionali e l’estensione delle agevolazioni fino al primo quadrimestre del 2026.

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