27 Set Reverse Logistics: resi da incubo a vantaggio competitivo?
La reverse logistics è una componente fondamentale delle moderne operazioni aziendali, alimentata principalmente dalla inarrestabile crescita dell’e-commerce e dal crescente volume dei resi dei prodotti. Attualmente, a fronte della continua espansione dell’e-commerce, i costi associati e le complessità del reverse logistics sono in aumento, richiedendo strategie innovative e una solida pianificazione per: gestire i resi in modo efficace; ridurre al minimo le spese; rimanere agili in un mercato in rapida evoluzione.
Secondo quanto si evince dal report “Global Reverse Logistics Market Size & Outlook, 2022-2030” – della società di ricerche di mercato Grant View – la spesa globale per la reverse logistics continuerà a crescere significativamente nei prossimi anni, passando da 161 miliardi di dollari nel 2024 a 262 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’8,6%. Tale incremento è fortemente alimentato dalla crescita del retail e-commerce, che si conferma come il principale motore di espansione reverse logistics. Il processo coinvolge diversi attori della catena, tra cui industria, distributori, retail, utenti finali, servizi di raccolta e selezione, e riciclo, evidenziando un ecosistema complesso e sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità e servizio post-vendita.

Le tariffe di reso variano da paese a paese. In Germania, circa l’11% degli acquisti online viene restituito, mentre negli Stati Uniti il numero è più alto, intorno al 17%. Tali differenze mostrano perché le aziende hanno bisogno di strategie di reso personalizzate basate sulle abitudini e sulle regole di acquisto locali.
Le aziende del settore delle telecomunicazioni, dell’alta tecnologia e dei dispositivi medici hanno, invece, regole più rigorose da seguire nella gestione dei prodotti restituiti. Di fatto, tali settori hanno a che fare con apparecchiature sensibili che richiedono un’attenta manipolazione, il che aumenta i costi di gestione dei resi. Per ridurre questi costi e seguire le normative, le aziende devono disporre di processi di reverse logistics ben pianificati.
Un fattore destinato a influenzare la reverse logistics sarà certamente la situazione politica globale, compresi i cambiamenti nelle politiche commerciali, quali i nuovi dazi o restrizioni commerciali da parte degli USA che potrebbero rendere i resi più costosi e complicati. In questo momento, è difficile prevedere esattamente come questi cambiamenti influenzeranno i settori e le località, ma le aziende devono prepararsi a possibili sfide.
Scenari regionali del mercato della reverse logistics
Il report di Market Research rivela un mercato della reverse logistics distribuito nelle seguenti aree: Nord America, Europa, APAC (Asia-Pacifico), Sud America e MEA (Middle East and Africa).
Si prevede che il mercato del Nord America deterrà la quota maggiore del mercato globale a causa della presenza di un gran numero di industrie manifatturiere e delle severe normative ambientali.
Inoltre, il mercato in Europa assisterà a una crescita significativa, grazie alla crescente adozione di pratiche sostenibili e alla crescente consapevolezza dell’importanza della gestione dei rifiuti. Ancora, la regione APAC sarà il mercato in più rapida crescita, a causa della rapida industrializzazione e urbanizzazione della regione.
Il report prevede che il mercato in Sud America assisterà a una crescita significativa, a causa della crescente domanda di servizi di logistica inversa da parte delle industrie minerarie e manifatturiere. Si prevede che la regione MEA sarà il mercato più piccolo a causa della mancanza di consapevolezza sulla logistica inversa e delle infrastrutture limitate per la gestione dei rifiuti.

Robotica, sistemi di gestione dei resi e intelligenza artificiale
Molte aziende utilizzano l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale per gestire la reverse logistics in modo più efficiente. Di fatto, poiché continua a persistere la carenza di manodopera nella gestione del magazzino e nella logistica, l’automazione si converte in una leva strategica per le aziende in termini di risparmio di tempo. Ovvero, i sistemi automatizzati aiutano nella gestione de: la restituzione dei prodotti, le riparazioni, il riciclaggio e persino il riempimento e il riutilizzo dei contenitori.
In settori come l’elettronica e l’automotive, l’automazione accelera le riparazioni e i ricondizionamenti.
I robot possono smontare e testare i prodotti tre volte più velocemente, riducendo i costi di manodopera dal 40% al 50% e aumentando il riutilizzo delle parti dal 30% al 40%. Ciò riduce anche il tempo necessario per rivendere i prodotti ricondizionati dal 25% al 30%. I test automatizzati assicurano che solo le parti rotte vengano scartate, migliorando la qualità dei prodotti rivenduti.
Inoltre, nel riciclaggio, i robot e l’intelligenza artificiale stanno migliorando il modo in cui vengono trattati i rifiuti elettronici (e-waste) e le batterie. I sistemi automatizzati aumentano il recupero del materiale dal 40% al 50% e riducono i costi di manodopera dal 20% al 30%.
Tali sistemi estraggono in modo efficiente metalli preziosi come oro, rame e alluminio. Nel riciclaggio delle batterie, l’automazione accelera il recupero di materiali come litio e cobalto fino a tre volte, riducendo la dipendenza dall’estrazione mineraria e tagliando i rifiuti dal 30% al 40%.
Ancora, in settori come quello delle bevande e dei prodotti confezionati, l’automazione supporta i programmi di ricarica e riutilizzo. I robot smistano, puliscono e ispezionano i contenitori riutilizzabili, rendendo il processo più veloce e riducendo i costi di manodopera dal 30% al 40%.
Ciò garantisce che solo i contenitori adeguatamente sanificati tornino ai clienti, migliorando la sicurezza e la qualità del prodotto. Aumentando il riutilizzo degli imballaggi, le aziende risparmiano denaro, riducono gli sprechi e aiutano l’ambiente.
Federica Maria Rita Livelli
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Settembre 2025 de Il Giornale della Logistica
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