15 Mag Magazzini automatici: perché “a norma” non basta in un constesto operativo in continua trasformazione
I magazzini automatici verticali (MAV) sono impianti di stoccaggio ad alta densità in cui la movimentazione della merce è affidata a trasloelevatori che operano su rack autoportanti, spesso oltre 30 metri di altezza, i quali costituiscono simultaneamente la struttura portante dell’involucro edilizio e l’infrastruttura di stoccaggio. Questa sovrapposizione di funzioni li rende oggetti tecnici peculiari dal punto di vista antincendio.
Un MAV ottiene il CPI quando merce stoccata, geometria dei rack, carico d’incendio e sistemi di protezione formano un sistema coerente e approvato. Da quel momento il magazzino vive: la merce cambia, i contratti evolvono, i clienti si avvicendano. Il CPI resta fermo. Tali modifiche possono costituire una variazione sostanziale del carico d’incendio e della sua cinetica. La norma fotografa, la realtà operativa gira un film.
Scenari dinamici, comportamento strutturale e protezione
La risposta al disallineamento tra rischio reale e progetto non è una perizia periodica del carico d’incendio, ma un allegato ingegneristico che incorpori la variabilità come dato di progetto. Il professionista antincendio deve lavorare con il responsabile della supply chain, non solo con il progettista strutturale. I dati necessari non sono tutti nei disegni costruttivi: sono nella distinta merceologica, nei picchi stagionali, nella geometria reale delle unità di carico. Occorre definire quantitativi e tipologia di merce che siano cautelativi e stabilire che ogni variazione merceologica rilevante costituisce un trigger formale per la revisione degli scenari.
In caso di incendio i MAV presentano un concreto rischio di collasso strutturale. La modalità con cui questo si manifesta è tuttavia un fenomeno complesso, che non può essere affrontato con approcci semplificati. FSE PROGETTI sviluppa verifiche avanzate per caratterizzarne correttamente la cinematica. Quando il MAV non è un’opera isolata, la verifica di tipo implosivo diventa imprescindibile: accertare che la struttura collassi su sé stessa è una condizione essenziale per la strategia antincendio e la tutela della vita umana.
Le pareti di tamponamento si comportano inoltre come piastre radianti ad alta emissività (Codice di prevenzione incendi S.3.11): in contesti logistici densamente costruiti, la verifica delle distanze dagli edifici adiacenti non può essere ridotta a tabelle semplificate. L’analisi CFD che sviluppiamo in FSE PROGETTI consente spesso di evitare costosi interventi fisici di separazione, sostituendoli con vincoli operativi documentati nel fascicolo FSE.
Quanto alla protezione passiva, il ricorso a intumescenti o lastre applicate ai montanti presenta criticità applicative, manutentive ed economiche che ne comportano l’esclusione nella maggior parte dei casi. L’acciaio nudo consente l’ispezione visiva diretta di corrosione, deformazioni e danni da impatto. Quindi, spesso la strategia più conveniente è quella di accettare consapevolmente la perdita strutturale del rack come scenario di progetto, verificando che la struttura sia concepita per collassare in maniera controllata, secondo una dinamica di collasso di tipo implosivo. Sul piano economico, il vantaggio è immediato: proteggere passivamente migliaia di metri lineari di acciaio comporta costi significativi, sia in fase di primo impianto che di manutenzione. Grazie alle soluzioni su misura sviluppate da FSE PROGETTI, è possibile ottimizzare questi costi attraverso scelte progettuali solide, motivate e facilmente difendibili.
Una partnership che si rinnova nel tempo
“A norma” è una condizione istantanea. La sicurezza di un MAV è una condizione continua, che si governa con metodo e con dati aggiornati. Inserire nei contratti logistici la clausola di notifica delle variazioni merceologiche rilevanti, costruire un fascicolo FSE che tratti la variabilità come vincolo strutturale di progetto e affrontare il comportamento in incendio con gli strumenti dell’ingegneria strutturale non sono operazioni di eccesso progettuale: sono la condizione minima per poter affermare, con fondamento tecnico, che un impianto è davvero sicuro e non solo formalmente conforme.
Ing. Graziano Murrone
MAV: come l’FSE migliora la progettazione antincendio e fa risparmiare nei magazzini verticali
Magazzino Automatico ROEN – Caldiero
Contenuto realizzato in collaborazione con FSE Progetti
Per scoprire di più: www.fseprogetti.it
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Sorgente notizia: https://www.ilgiornaledellalogistica.it/ Vai al post originale