GILA Market Study Report 2025: misurare le emissioni degli hub logistici e favorire la decarbonizzazione

GILA Market Study Report 2025: misurare le emissioni degli hub logistici e favorire la decarbonizzazione

La gestione della temperatura nei magazzini – riscaldamento e raffreddamento – è responsabile di oltre il 40% delle emissioni totali di CO2 equivalente negli hub logistici. Seguono l’illuminazione (18%) e l’intralogistica, ovvero sistemi di movimentazione, carrelli elevatori e tecnologie automatizzate (16%). Sono alcuni dei dati contenuti nel “GILA Market Study Report 2025 on energy efficiency and GHG emissions at logistics hubs“, realizzato da POLIMI School of Management, Fraunhofer IML e GreenRouter.

Un settore sotto pressione

Il contesto è quello di un comparto sempre più chiamato a rendere conto del proprio impatto ambientale. Secondo ricercatori del MIT, la logistica e il trasporto merci generano circa l’8% delle emissioni globali annue di CO2e, quota che supera il 10% includendo porti e magazzini, con una tendenza in crescita.

Quasi 1.000 siti analizzati in tutto il mondo

Il report raccoglie dati su consumi, emissioni di gas serra, intensità emissiva e performance medie provenienti da quasi 1.000 siti logistici a livello mondiale. Per ciascuno sono stati analizzati i processi operativi e le misure di decarbonizzazione già adottate o in programma. Il documento include anche casi concreti di aziende che hanno implementato illuminazione ad alta efficienza, monitoraggio intelligente dei consumi, impianti fotovoltaici e pompe di calore.

Dalle origini del progetto agli standard ISO

Il progetto nasce nel 2019 come consorzio di ricerca interdisciplinare tra Germania, Italia e America Latina (da cui l’acronimo GILA) con l’obiettivo di analizzare l’efficienza ambientale dei siti logistici e fornire raccomandazioni operative. L’edizione 2025 presenta KPI aggiornati e coerenti con gli standard ISO 14083 e il GLEC Framework, che rendono i dati comparabili tra contesti diversi.

La parola a…

“La trasparenza e l’analisi dei dati sono il primo passo per ridurre le emissioni”, afferma Kerstin Dobers, Senior Scientist presso Fraunhofer IML. “Conoscere come e dove vengono consumate le risorse permette di individuare le aree di intervento più efficaci, pianificare investimenti mirati e misurare i risultati nel tempo.”

Sulla stessa linea Andrea Fossa, CEO di GreenRouter: “Il report fornisce valori di riferimento sulle emissioni per diversi tipi di hub logistici e benchmark pratici per strategie di decarbonizzazione, mostrando come consumi e intensità delle emissioni possano variare in base al tipo di sito, al settore e alla localizzazione geografica.”

“Le informazioni raccolte aiutano a colmare le lacune esistenti e a definire interventi concreti per migliorare la sostenibilità”, aggiunge Sara Perotti, docente presso la POLIMI School of Management del Politecnico di Milano.

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